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Design per Tutti

Design per Tutti

Le più piccole invenzioni, a volte, possono fare un’enorme differenza.

E’ questo il ragionamento che sta alla base dell’inclusive design, ovvero quella corrente di pensiero che concepisce il design come qualcosa al servizio di tutti, ed in particolare di coloro che ne hanno più bisogno. Li chiameremmo disabili, se non fosse che questa concezione presuppone che ci sia qualcosa di sbagliato, di meno abile appunto, nel loro corpo. I teorici dell’inclusive design, invece, si approcciano alla questione partendo dal presupposto che non siano le persone ad essere inadeguate quanto piuttosto lo siano il modo in cui gli spazi nei quali esse vivono sono pensati e di conseguenza costruiti.

I numeri del problema

Dagli impedimenti motori a quelli cognitivi, siano essi congeniti o conseguenza di infortuni o malattie piuttosto che, semplicemente, del naturale avanzare degli anni, il 15% della popolazione mondiale è costretta a fare i conti con disabilità di svariati tipi.

Troppo spesso il concepimento dei nostri spazi di vita pubblici e privati non tiene conto di tali impedimenti, rendendo la vita di un grandissimo numero di persone più faticosa nel migliore dei casi e impossibile nel peggiore, precludendogli l’accesso a molti di quei luoghi e di quelle esperienze che abitualmente fanno parte della normale quotidianità del restante 85% della popolazione.

In sostanza, quei prodotti e ambienti disegnati in modo inadeguato che risultano solo un’inconvenienza per la maggior parte delle persone, rischiano di trasformarsi in ostacoli insormontabili per una piccola ma non indifferente fetta della popolazione, trasformando potenzialmente il loro mondo in un luogo pericoloso ed insicuro.

Il ruolo della tecnologia

Questo divario, di pensiero prima ancora che architettonico, diventa via via sempre meno giustificabile man mano che la tecnologia compie avanzamenti sempre più importanti in tutti i campi del sapere umano. Design e architettura non possono più permettersi, dunque, di restare indietro e, seppur molto lentamente, esistono oggi alcune eccellenze che stanno raccogliendo la sfida del design accessibile a tutti e sono impegnate nel migliorare l’esperienza di vita dei diversamente abili tra noi. Queste eccellenze concepiscono il design non più (o non solo) come abbellimento troppe volte superfluo dell’esistente quanto piuttosto come riempimento di un vuoto, la risposta ad una necessità, concentrandosi in primis su quella che è l’applicazione sociale del design. Ogni nuovo design – dall’ufficio all’equipaggiamento, dall’edificio al veicolo – deve essere concepito tenendo presente quelle che sono le esigenze e i corpi del suo potenziale utente.

Come è possibile tutto questo? Da dove partire? Innanzitutto, facendosi le domande giuste.

Le Domande Giuste

Google.org – la sezione che possiamo definire filantropica del gigante del web con sede a Mountain View – offre alcuni ottimi spunti a riguardo: all’interno della sezione Impact challenge: Disabilites – progetto dedicato alla risoluzione dei problemi riguardanti le disabilità per il quale Google ha recentemente stanziato 20 milioni di dollari da destinare a progetti meritevoli in ogni parte del mondo – è possibile consultare alcune puntuali domande che hanno a che fare con la disabilità, le quali ci aiutano ad inquadrare l’argomento da prospettive diverse e si offrono da spunto per l’ideazione di soluzioni ai problemi più svariati:

  • perché non progettare una carrozzina che sia in grado di muoversi senza troppi impedimenti anche su superfici inusuali come ad esempio la sabbia, per permettere ai loro utenti di godersi una giornata al mare?
  • perché non fare in modo che le scale non costituiscano più un ostacolo per nessuno?
  • perché non pensare un sistema di trasporto pubblico garantito per tutte le persone con disabilità motorie?

 

Un altro interessante esempio che si può consultare è il sito della World Intellectual Property Organization, nel quale si legge: “Quanto è difficile aprire un vasetto senza il pieno utilizzo di una mano? Quanto è sicuro per una persona con problemi di artrite o con un infortunio al ginocchio fare la doccia? Quanto può essere scomodo entrare in macchina per una persona con problemi alla schiena?”

Design per Tutti

Funzionalità ed estetica

Concepire un oggetto di design in funzione della sua fruibilità da parte di tutti non significa prescindere dall’estetica ed ignorarne il look. Aspetto e funzionalità possono anzi andare di pari passo, come è facilmente intuibile osservando i prodotti della serie EVER di Thermomat, azienda di interior design mantovana con un occhio di particolare riguardo per la progettazione di bagni accessibili ai diversamente abili.

“EVER nasce dalla visione che Thermomat ha maturato dall’osservazione costante della realtà focalizzando un’importante questione: come un oggetto di normale e quotidiano utilizzo può diventare molto più innovativo e prestazionale, utilizzabile in modi differenti assecondando le esigenze di una famiglia, rispetto alle specifiche necessità di ogni suo componente e al variare delle stesse con l’età?

“EVER, pur tenendo conto delle necessità quotidiane che cambiano e assumono specifiche peculiarità, si identifica con l’idea che nelle diverse età della vita si possano continuare ad utilizzare sia lo stesso luogo sia lo stesso arredamento, se scelto con attenzione.

“Attrezzi ginnici diventano supporti per sollevarsi e sostenersi oppure accessori bagno come i tradizionali portasciugamani; contenitori da bagno si trasformano in appoggi del tutto fuori dagli schemi; mensole portaoggetti garantiscono supporto e sostegno; un supporto laterale al WC può funzionare anche come porta oggetti. Infine la necessità di sedersi nella doccia si tramuta in una gratificazione e in un momento di benessere, grazie a sedili doccia ribaltabili che si adattano alle varie altezze dei membri della famiglia, dal design sofisticato, altamente tecnologici, in poliuretano morbido.”

Design per Tutti

Un design veramente innovativo, in definitiva, oggi può e deve innanzitutto mettersi al servizio delle necessità di coloro che hanno più bisogno, ideare soluzioni a quei problemi concreti che costituiscono un serio ostacolo al pieno svolgimento (e godimento)  della vita delle persone.

Design per Tutti
Elemento di design che tiene insieme due stampelle, facilitandone l'appoggio quando non utilizzate

Fonti:

google.org

http://www.wipo.int/wipo_magazine/en/2009/05/article_0009.html

http://www.everlifedesign.it/index.html

http://www.wired.com/2016/04/google-orgs-giving-20-million-engineer-better-world-disabled/?mbid=social_fb

http://www.inclusivedesign.no/practical-tools/definitions-article56-127.html

http://www.easylivinghome.co.uk/

http://disabilityhorizons.com/2012/11/disability-products-really-useful-things-from-such-and-such-design/

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