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Wunderkammer DIMA – Le Panchine d’Artista

Wunderkammer DIMA – Le Panchine d’Artista

Wunderkammer DIMA – Le Panchine d’Artista

Se prima ci sono state le cinquanta “Panchine letterarie” della National Literary Trust a Londra e le dieci panchine commissionate all’artista Vito Navolio dal MAU, il Museo d’Arte Urbana di Torino per i giardini pubblici Moncenisio, adesso finalmente le panchine d’autore sbarcano anche nella nostra galleria. L’artefice è il pittore e vignettista Bicio Fabbri, protagonista insieme a Hurricane e Jazz Manciola della mostra “Terapia Fiumara“, inaugurata lo scorso 13 Ottobre presso la nostra galleria.

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Presentate in esclusiva per l’esposizione, la “Panchina dell’Amore” e la “Panchina del Filosofo” sono vere e proprie strisce a fumetti, con storie che si sviluppano lungo la seduta. I loro colori brillanti, pop, si adattano perfettamente al tema proposto, ossia la rilettura in chiave ironica delle tematiche amorose e degli interrogativi esistenziali tipici dell’umanità.

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Una dimensione ironica che ha sempre contraddistinto la cifra stilistica dell’emiliano Bicio Fabbri,  vincitore nel 2007 del premio di Forte dei Marmi per la satira italiana e fra le cui collaborazioni si contano le celebri riviste umoristiche “Cuore”, “Zut”, “Frigidaire”, “Il Nuovo Male”.

Anche il tema della panca d’artista non è del resto sconosciuto al vignettista di Castenaso: nel 2015 è invitato al Muro dipinto di Dozza Imolese, dove presenta delle panchine di cemento per la piazza della città.

Insieme all'”Attaca-anni“, un appendiabiti ricoperto di parole e disegni che ripercorrono le tappe essenziali della sua vita e della sua carriera, e alla “Giacca del poeta“, le panchine dell’Amore e del Filosofo fanno parte della serie di supporti inaspettati che Bicio Fabbri ha utilizzato per raccontare le sue storie illustrate. Dice di lui Vincenzo Sparagna, direttore della rivista “Frigidaire”:

“Fabbri non si stanca mai di esplorare tutte le forme della comunicazione disegnata e scritta…[…] E’ un osservatore curioso, un narratore spontaneo inesauribile. Vi è una grazia innata nelle sue figurette esili, nei cieli verdi, nei labirinti rossi e violacei che spesso arricchiscono di decorazioni insolite le sue tele-fumetti o i suoi fumetti-tele. Forse la sua semplicità può far arricciare il naso a qualche signorina Richmond della “criticacritica”, ma lui è così: un artista pulito da guardare, leggere e rileggere, un affabulatore di figure e di fatti, che anche quando racconta verità amare lo fa teneramente, in punta di matita.”

Se anche voi volete prendervi del tempo per leggere e rileggere queste due panchine, avete tempo fino al 17 Novembre per visitare “Terapia Fiumara“!

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