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LUIGI CANNILLO

luigi cannillo Poeti in vetrina

Cerca  il mio corpo sulla carta

come se il tempo veramente

si fermasse sull’arco delle righe

L’alfabeto lascia traccia

di una forma naturale, la ritrae

ma il foglio non riflette a specchio

come curvano i gesti e le stagioni

Guarda,  ora sono nel passo

che si avventura fuori, nel tocco

che ti sfiora e si disperde

Tutto è assegnato al corpo

pronto alla fuga, alla sua lingua

inquieta che si deposita e alimenta,

perfino il suo esilio sulla pagina

l’essenza si rovescia sulla carta

ma brilla sul polso di chi scrive

 

                                                             Luigi Cannillo

poeti in vetrina cannillo

I COMMENTI DEL PUBBLICO

Trovo questa iniziativa veramente bella, una novità e un’idea che mi piace molto, fuori dagli spazi preposti per la poesia, chiusi, accademici,  e quindi poesia di tutti, come dovrebbe essere.  Luigi Cannillo entra sull’arco delle righe, come si può entrare o meglio, sentire il polso che batte e che scrive la propria parola, come corpo, sangue, voce dell’essenza, di ciò che siamo, appunto nel nostro profondo sentire. Lingua inquieta, assegnata al corpo, voce da dentro quando il dentro e il fuori sono in piena comunione. Quale luogo più appropriato di questa apertura all’esterno, spazio aperto agli occhi di ogni passante che finalmente incontra, non più insegne pubblicitarie, ma la poesia!

Fabia Ghenzovich

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