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Biografia

Nunzio Battaglia nasce nel 1958 in Sicilia. Si laurea in Architettura a Palermo e si avvicina alla fotografia. Si stabilisce a Milano. Dal 1993 viaggia nelle terre del Mediterraneo, studia e ritrae le metamorfosi spaziali di metropoli d’Europa. Suoi lavori sono stati acquisiti da Istituzioni universitarie e collezioni pubbliche: il CSAC dell’Università di Parma, il CCE di Montreal, la Pinacoteca Provinciale di Bari, il DISPA di Palermo, il MAXXI di Roma, le collezioni Alinari 24 ORE.

Nunzio Battaglia

Nel 2003 partecipa alle consultazioni inviti Atlante Italiano 003 , organizzata dal DARC e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, segnalandosi con il terzo premio. Con il secondo viaggio americano si rivolge all’attuale percezione della Wilderness attraversando i parchi storici. Nel 2004 viaggia in Tibet e Nepal, concentrandosi sulla natura spirituale dello spazio. In Cina e Yunnan (2005-06) affronta anche il tema delle grandi trasformazioni del paesaggio e delle culture. Nel 2007 è professore a contratto presso la facoltà di architettura di Palermo per il modulo di Paesaggio e Fotografia. Nel corso dello stesso anno approfondisce la ricerca in Oriente con un viaggio in Giappone, poi in India (2008-10). Attualmente lavora a Losing Photography, un progetto di prossima pubblicazione e parallelamente a Seasons, percorso tra paesaggio interiore e rappresentazione del tempo che prosegue nel 2010 con Earth and Heart. Nel 2011 la ricerca di Nunzio Battaglia si articola ulteriormente alternando alla ripresa con banco ottico la produzione di immagini digitali. Al paesaggio si affianca ora il tema, prima per uli inedito, del volto. In questa sua recente fase di ricerca prendono sempre maggior rilievo figurazioni plastiche, cromie e spazi di sapore informale. La naturale bellezza oggettiva e lo sguardo romantico , virano vero un definitivo distacco dalle tradizioni del realismo.

Stile Artistico

“Nunzio Battaglia non si limita a raccontare la bellezza del paesaggio (…), ciò che gli preme è far emergere un’altra bellezza, fatta di arcaici magnetismi, di forza e incantamento, aura e mistero, memorie stratificate e cicatrici della storia. Le sue opere ci guidano in un viaggio nella memoria, alla ricerca di quei luoghi – a volte segnati da storie contemporanee, a volte negletti, a volte magnifici – dove egli avverte un’intensità o dove il passato, grazie alle sue immagini, emerge trasfigurato e presentificato, nuovamente carico di un’aura che nella realtà pareva scomparsa. Al regno delle indifferenze, a quello dei vuoti paesaggi da cartolina, oppone un mondo fatto di apparizioni, di incontri incantati, dove la macchina fotografica si trasforma in uno strumento poetico che penetra la superficie delle cose e va oltre il mero desiderio di documentare. L’autore non si limita infatti a descrivere ciò che ha di fronte: le sue immagini nascono da una relazione, da un istante quasi magico, in cui pare dissolversi l’opposizione tra soggetto e oggetto, tra il vedente e il veduto. I soggetti delle sue immagini a volte sono sfocati, a volte evanescenti, ma non per suggerire alcunché di volutamente onirico e neppure per un virtuosismo neopittorialista. La sue non sono mai fotografie soggettive, narcisisticamente introspettive: si limitano – e in questo sta la loro forza – a tradurre come un delicato sismografo l’intensità di un incontro nato dalla capacità di sentire e amare la forza della terra, delle rocce, del mare, dei segni lasciati dal lavoro dell’uomo. “Amo trasformare le mie immagini in un regno del possibile che si protende dalla realtà” – mi aveva raccontato un giorno Mimmo Jodice, per spiegarmi il suo lavoro. Ebbene, anche nel caso di Nunzio Battaglia, ogni sua trasfigurazione visiva, ogni artificio artistico, nasce dal bisogno di andare oltre le apparenze opache della realtà, per rivivificarla, per restituirle una voce, uno spessore, un incanto che si nutre di rimandi e intrecci, come un denso palinsesto. Il paesaggio – per questo autore – non (…) è una somma di singoli elementi naturali o storici, densi di segni o protesi verso il futuro: è un soggetto, è un corpo unico dove ogni sua parte partecipa alla vita dell’altra. Per questo la sua ricerca si nutre di sequenze legate fra loro, di connessioni e inaspettate relazioni che sembrerebbero moltiplicarsi quasi all’infinito. Tratto dalla presentazione di Gigliola Foschi al progetto Earth and Heart di Nunzio Battaglia Sempre al tema della natura – soggetto abusato di tanti incantamenti consumistici all’insegna del mito del paesaggio “incontaminato” – sono dedicate anche le opere di Nunzio Battaglia (…). Modificando i colori in sede di stampa e usando il fuoco selettivo, Battaglia trasfigura piccoli frammenti di paesaggio in spazi incantati ma al contempo un po’ irreali, perché frutto di una dichiarata interpretazione fotografica.”

Gigliola Foschi, Al di là delle apparenze opache, in fotografia europea, incanto, a cura di Elio Grazioli, Electa, milano, pp. 121-122.

Mostra ‘Boulevard dei Paesaggi – Riccione 2011

Concorso e Mostra ‘I Privati Luoghi del Pensiero’ – Vimercate 2011

Non: ricorderemo.

Saremo: sempre

nell’istante fermato di una volta

nel gesto chiarito della luce del mattino.

Rinascere è dimenticare questo compito

le parole dette nell’inganno

le nuove parole per ferire gli occhi.

Voglio rimanere in questa superficie

chiudere le porte dell’oscuro angiporto

il bacio di quel dio che

vuole in cambio tutto il mondo.

Sebastiano Aglieco – Rientro nel mondo