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Sergio Ban

Sergio Ban

Sculture

Le creazioni dell’eclettico artista fiumano Sergio Ban sono ottenute combinando legno, ceramica, rame ed altri inserti metallici, con il risultato di una alchimia perfetta: l’artista è infatti capace di trasformare materiali naturali attraverso una sapiente ricerca di equilibri formali e compositivi e uno scavo intimista nella materia. La ricercata semplicità formale si coniuga magicamente con l’apparente gestualità dei brani pittorici, in cui il suo stile primitivo si traduce come un tentativo di riconquistare una purezza ed un’ingenuità perdute. La poeticità delle sue opere nasce da un linguaggio che sembra assemblato con frammenti di emozioni passate, essenziale e al tempo stesso in grado di lasciare una traccia perenne.
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Sergio Ban è nato a Fiume nel 1948 e scomparso nel 2010 a Sermoneta. Di formazione eclettica, apprende la tecnica della scultura su legno e ceramica, si interessa di oreficeria, condivide il mestiere del padre Giovanni, ebanista, si diploma in scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Si è dedicato, fra gli altri interessi, all’esperienza dell’incisione calcografica, e nel corso degli anni Settanta ha collaborato con gruppi di teatro sperimentale, impostando contestualmente una ricerca plastica e pittorica. Le sue opere sono oggi conservate presso importanti collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.
La ricerca di Sergio Ban non è mai stata statica, ma sempre pronta ai ripensamenti, alle fertili contraddizioni che sono proprie dell’artista-pensatore irrequieto. Tale ricerca lo ha condotto, come ha notato Luca Bandirali, “ad includere nel procedimento creativo l’ambiente come fatto estetico“. Sempre nelle parole del critico “..Le sue realizzazioni prendono la forma dell’oggetto pittorico, oscillante tra l’osmosi con lo spazio esterno, e la risoluzione d’un equilibrio interno: innescando la dinamica dell’opera aperta all’esistente (il circostante, costruito, connotato), allo sguardo (che registra e combina i segni), all’elemento luminoso (che rende infinite le combinazioni). Contro i codici passivi delle strategie espositive convenzionali [..] Sergio Ban giunge ad una prassi estetica che, su un repertorio finito di segni, traccia un percorso nella materia e nell’intorno. Ai luoghi che accolgono l’opera (..) l’artista non chiede d’essere sfondi, ma figure, termini di quella dialettica che fonda il suo gesto.”

 

Scacchi, tecnica mista su legno, H. max. 45, min. 28 cm, 2008

 

 

 

 

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