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Cinzia Ronchi dima design

“Solitamente agli alunni delle prime classi elementari si racconta la favoletta dell’uomo primitivo che dopo aver scoperto il fuoco si accorse che una volta spento la terra rimasta sotto la cenere si era solidificata come una pietra e di come questa creatura dotata di intelligenza capì di poter utilizzare la scoperta per modellare contenitori e feticci propiziatori; qui ha inizio la storia della ceramica.
L’argilla è uno dei materiali più antichi che l’uomo ha imparato ad utilizzare per necessità e diletto, disponibile in ogni parte del mondo e alla portata di tutti; 
un materiale democratico e sacro. Molti sono gli idoli e i monili  ritrovati negli scavi archeologici, perfino Dio per la religione cristiana impastò un po’ di argilla  per dar vita al primo uomo.

Tutti noi da bambini abbiamo giocato con un po’ di terra e acqua ed io sono rimasta a giocare a lungo e ancora gioco.

Il mio incontro con la ceramica risale a molti anni fa quando per caso entrai nel laboratorio di Monique Bousquet, immediatamente decisi di intraprendere un corso di modellazione e decorazione ceramica. Negli anni sono seguiti molti altri corsi, grazie ai quali ho approfondito diverse tecniche ceramiche e da allora non ho più smesso di imparare e sperimentare.
Ho conosciuto molti bravi ceramisti e molti altri ne conoscerò; ognuno di loro partendo da una base comune, la ceramica, ha sviluppato un linguaggio artistico proprio. Questo è anche il mio percorso. 
La modellazione dell’argilla è un’esperienza terapeutica e taumaturgica. Ciò che mi piace del fare ceramica è la semplicità con cui puoi dar forma ad un’idea, mi piace la malleabilità dell’argilla allo stato plastico, la fragilità e il senso di precarietà che ha un manufatto prima di entrare in forno e la solidità che acquista con la cottura.
Il ricordo più caro è un pesciolino in ceramica raku regalatomi da un amico che ancora conservo e che è stato l’inizio di un cammino attraverso questa tecnica di derivazione giapponese e le sue varianti.

Prediligo le forme semplici, spesso lasciate completamente o in parte nude, senza smalto, dove il fuoco e il fumo hanno lasciato la loro traccia, le cotture rapide, le riduzioni, le affumicazioni. L’imprevedibilità di queste tecniche regalano risultati unici mai scontati e mai prevedibili.
Negli ultimi tempi sto sperimentando le alte temperature, la porcellana e il gres. La ceramica è una fonte inesauribile di scoperte che mi sorprende ogni volta che apro lo sportello del forno”.    _Cinzia Ronchi_