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Beppe Aliprandi

Incisioni visive e sonore beppe aliprandi dima art& design

Verso la fine degli anni ’50 intraprende giovanissimo lo studio della pittura seguendo un percorso variegato che lo porta dall’astrattismo ad indagini approfondite sui quadri degli impressionisti, allo scopo di rubar loro il “mestiere”, il segreto delle pennellate e delle loro sovrapposizioni e, in seguito, ad una ricerca altrettanto meticolosa nell’universo cubista, con tracce che rimangono vive fino ad oggi. Tutto questo sorretto dalla frequentazione dei corsi di nudo a Brera e di estetica astrattista ad Heidelberg, momento per lui importantissimo dal punto di vista formativo. Pochi anni dopo inizia anche la pratica dell’incisione, dapprima seguendo con la Xilografia i maestri espressionisti tedeschi e in seguito frequentando i corsi di acquaforte di Gigi Pedroli e di Giuliana Consilvio.

In contemporanea si dedica anche allo studio del sassofono, strumento che lo porterà più tardi sui palchi e nelle caves di mezza Europa. Proprio in Germania egli perfezionerà la sua cultura musicale con gli insegnamenti di armonia e composizione impartiti ad Heidelberg dal M° Peter Kosch. Successivamente affiancherà al Jazz anche lo studio del flauto e della musica da camera, e le lezioni di pianoforte sotto la guida della madre, insegnante di questo strumento.

Queste due passioni non hanno sempre condiviso armonicamente lo spazio e il tempo a disposizione. Spesso tra di loro non c’è stata sintonia ma un’autentica antitesi conflittuale, con la supremazia ora dell’una ora dell’altra in termini di tempo sia materiale che concettuale. E’ però importante l’accostamento in Aliprandi delle due discipline, non tanto per una comunanza di contenuti formali che non esistono (egli non ha quasi mai illustrato ritratti di musicisti di Jazz o incisioni di ambientazione musicale), bensì sotto un aspetto tecnico e di contenuti sostanziali.
Il discorso che si può fare su di lui infatti si adatta benissimo sia alla pittura che all’incisione, così come alla composizione musicale nel campo jazzistico o in quello della musica da camera.
Ed è un discorso che mette in evidenza da una parte solidissimi legami con la tradizione, mai avvertita come un ostacolo o una barriera da abbattere, dall’altra l’uso di questa tradizione come punto di partenza e base sulla quale innestare ricerca puntuale e rinnovamento.
Non ci saranno mai quindi, nella sua musica e nella sua pittura, rotture improvvise, segni apparentemente rivoluzionari, salti di stile o rinnegamenti, ma sempre un’evoluzione inarrestabile. Ciò in perfetta consonanza con il suo carattere, lontano da estremismi di qualsiasi tipo e da radicali prese di posizione così come da facile adesione alle mode del momento.

Le costanti del suo lavoro sono coerenza e studio, volti a mettere in evidenza nella successione di suoni o segni l’essenza sfrondandola da tutto ciò che è accidentale o superfluo. Da qui un rifiuto radicale ad aderire a modelli e formule vuote all’insegna dell’apparire e, di contro, una volontà espressiva di sintonizzarsi con gli aspetti più autentici della natura umana. Questi aspetti, parliamo qui soprattutto della sua pittura, trovano piena rappresentazione in momenti profondamente diversi: a volte la figura è espressione dei sentimenti più intimi dell’uomo, il legame con la terra, la danza e l’aspetto spirituale, come è stato nella serie dei totem e delle danzatrici. Ma anche le suepulsioni più aggressive sono state descritte con grande energia, vedi la serie di incisioni dedicate alla violenza e alla guerra. In altri momenti è il paesaggio, soprattutto alberi ma anche montagne, laghi, boschi, che si fa portatore di istanze più intime e viene usato come tavola riflettente di sentimenti di pacificazione e di profonda sintonia con le proprie radici.
Le stesse caratteristiche si ritrovano nella Musica. Non a caso Aliprandi si è dedicato da sempre al Jazz, dove le sue composizioni tematiche vengono sviluppate con l’improvvisazione che, diversa di volta in volta, può esprimere i sentimenti affioranti in quel momento, e quindi può privilegiare aspetti più aggressivi, più dissonanti o emozioni più nostalgiche e intimistiche.

Come musicista Aliprandi ha attualmente al suo attivo la registrazione di 10 CD a suo nome e la partecipazione a festivals e rassegne di risonanza internazionale. Nel campo delle arti figurative, oltre ad aver esposto sia come pittore che come incisore in luoghi di prestigio quali il Castello sforzesco di Milano e i Chiostri di S. Croce a Firenze, Aliprandi può vantare la presenza in importanti collezioni pubbliche quali la Civica raccolta di Stampe Bertarelli a Milano, il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo, la Raccolta di Stampe del Comune di Matera, la Raccolta di Stampe del Comune di Vigonza, Padova.